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Responsabile Dojo

 - Aikido Nippon Club Novara

 

Maestro Maurizio Lo Vecchio

Cintura Nera V DAN AIKIDO

RESPONSABILE DOJO NIPPON CLUB NOVARA

IL PENSIERO 

l'arte è espressione senza un fine “

Non esiste in aikido il raggiungimento definitivo di qualcosa, così come non esiste l’obiettivo standard e definitivo. Praticare aikido con passione significa trovare piacere in ogni singolo gesto, in ogni incontro con il compagno, in ogni manifestazione della pratica.

Il praticante che porta avanti il suo allenamento come se aspettasse il momento in cui potrà muovere la gente con la forza del pensiero, o raggiungere la cintura nera, oppure fronteggiare qualsiasi attaccante e aggressore, ha sbagliato disciplina.

L'ansia da prestazione è comunemente diffusa tra la gente che si affaccia ad ogni disciplina marziale, la fretta di comprendere e di giungere ad un obiettivo o uno "stato" superiore anche .... ma quale obiettivo?

L’aikido è un’arte, come la musica, la danza e la pittura. Il pittore cerca di migliorarsi costantemente guardandosi dentro, e cercando pian piano di liberarsi delle tecniche basilari nello sforzo di trasferire le sue emozioni su una tela.

L'artista ad un certo punto del suo cammino deve lasciare la forma per trovare se stesso, un'accademia ti guida e ti forma fino ad un certo punto, prima o poi il maestrino va ringraziato e salutato!

Non ci si può aspettare di avere sempre le risposte da qualcun altro, non si può praticare costruendo forme e schemi all'infinito, l'arte dov'è?  la creatività dov'è?  la sensibilità dov'è?

Chi ha veramente passione e cammina con le sue gambe difficilmente smetterà di dipingere, perché egli non cerca il raggiungimento del quadro perfetto per poi trovare pace definitiva nel suo cuore. Riuscirà a creare un quadro splendido, forse a suo modo di vedere migliore degli altri, ma sarà seguito da una nuova sfida ancora più difficile.

In questa sfida con se stesso, egli sperimenta divertimento e piacere, in ogni pennellata, il pittore cerca se stesso.

In aikido, come in ogni arte, non si arriva proprio da nessuna parte.

Il punto di arrivo, spesso soggettivo, è in realtà solo il punto per un nuovo inizio.

Se, questo genere di progressione risulta infruttuosa e inconcludente, allora è bene cercare qualcos’altro di più appagante.

Il bello di un’arte è proprio questo, non cerca

uno scopo fine, ma trova soddisfazione all’interno di se stessa. L'artista marziale VIVE il presente!

Quante volte un insegnante deve fronteggiare un allievo impaziente che guarda sempre al futuro con frasi come "e la prossima volta cosa faremo?" "hai un programma per i prossimi 2 anni"? "migliorerò secondo te"? "l'aikido fa per me"? (che l'aikido faccia per lui non ci sono dubbi, bisogna capire se lui non è troppo complessato per l'aikido).

Oppure al passato: "cosa avete fatto la volta scorsa" "la lezioni di oggi non c'entra con quella dell'altra volta" " si ma 2 anni fa hai detto che..." Un artista non può essere coerente! un artista è un continuo trasformarsi, evolversi, sperimentare, un artista è un eterno sentire.

Chi vive nella mente accumula, chi vive solo di tradizione è già morto, chi emula un suo "superiore" non è un artista ma un cyborg.

L'aikido è per gli artisti, per i sensibili, per i creativi, per gente libera, non per i morti che ti sanno spiegare i 400 particolari di una tecnica come il loro "superiore" senza nessuna personalizzazione, evoluzione, idea, gusto, sperimentazione, cuore.

Le regole e le forme vanno apprese con coerenza, ma prima o poi bisognerà fare un salto dove l'accumulo di esperienze viene lasciato cadere per dare spazio ad una pratica senza tempo, dove l'unico divertimento lo si sperimenta nel momento presente, senza pensare a ieri e domani!

Il maestro è colui che ti toglie, non che ti da, perché per essere un artista devi lasciar cadere la tua rigidità fisica e mentale.

Un maestro che da, che nutre la mente con tante forme, tanti schemi, tanti programmi, tante teorie, tanta geometria, è solo una manovale dell'aikido.

Un allievo ansioso del domani non riuscirà mai a praticare con gusto nel presente, e guardacaso proprio la sua fretta lo rallenta, la sua ansia lo disperde, il suo essere esigente con se stesso disperde le energie e non gli permette di vedere i risultati ma bensì le mancanze .... è la fine, deve cambiare atteggiamento se vuole iniziare a divertirsi e, quindi, migliorare! L'artista marziale non è mai serioso, è anche se sembra serio dentro di se è un continuo divertimento. La serietà, la ritualità e la formalità a tutti i costi è per i cadaveri. Essere seri significa essere vuoti e fuggire dalla propria solitudine.

Con la serietà si rinuncia a guardarsi nel profondo perché ciò alimenterebbe la paura, quindi la serietà e il pavoneggiarsi conferisce una certa dignità e una certa importanza, ma è solo una maschera. 

Un artista non può essere serio, al massimo potrà essere concentrato, ma non serio. Poiché l'artista crea nel presente non si cura di cosa potrà accadere o si preoccupa di essere coerente con se stesso, crea in base a ciò che sente. La pratica dovrebbe essere illuminata dell'essenza di ogni insegnante, che a sua volta dovrebbe aiutare l'allievo a trovare la sua individualità, non cercare di trasformarlo in un clone! e nemmeno l'allievo dovrebbe mai mirare a diventare un clone del suo insegnante, a quel punto sarebbe meglio ritirarsi.

L’artista marziale, non è assolutamente diverso dal musicista, dalla ballerina, dallo scultore.

La passione porta sempre due condizioni che possono sembrare in contrapposizione, ma in realtà non lo sono: la costante ricerca della perfezione del gesto accompagnata dal disagio interiore dell’artista mai in pace con se stesso, perché mai si sente arrivato, ma nello stesso tempo questo disagio interiore donerà piacere attraverso la voglia di fare sempre meglio.

Per disagio non intendo uno stato di sofferenza e protesta tipico degli artisti contro il mondo, ma la voglia irrefrenabile di creare. Fatta questa premessa, se ilpraticante cerca soddisfazione nel raggiungere un obiettivo che si è prefissato per farsi notare con l’hakama, oppure per poter appendere il proprio diploma scritto in giapponese sulla propria stanza, perché praticare aikido?

Vi sono tantissime arti marziali o sport da combattimento agonistiche che offrono maggiori opportunità di emergere rispetto all’aikido.

 

Aikido Nippon Club Novara

Stage ASAI